Image

Sviluppo: serve strategia comune

Il Denaro

Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.

Matteoli: Trasporti, la Tav Napoli-Roma-Firenze nuova dimensione della città Med.

Individuare una strategia di intervento comune, di gestione locale, crescita sostenibile e coesione sociale: sono queste le sfide da affrontare, nei prossimi anni, per i Paesi dell'area Euro-mediterranea, evidenziate nel corso dell'incontro ''Lo sviluppo urbano: sintesi di rischi e opportunità'', che ha aperto la seconda giornata del convegno ''Europa e la quarta economia emergente. Lo sviluppo urbano mediterraneo: sfide e opportunita'''. Il convegno, organizzato a Napoli da Ipalmo (l'Istituto per le relazioni tra l'Italia e i Paesi dell'Africa, America Latina, Medio ed Estremo Oriente) punta l'attenzione sui temi dell'area Mediterranea, allargata anche ai Paesi del Golfo e del Medioriente. Dal dibattito emerge che il Mediterraneo si presenta oggi come un'area che, pur nella generale situazione di crisi internazionale, può offrire opportunità per il rilancio del dialogo euromediterrano.

La due giorni, svoltasi nella sede del Banco di Napoli, partner dell'iniziativa insieme a Intesa Sanpaolo, Promos e Camera di Commercio di Napoli, pone particolare attenzione sui temi dell'urbanizzazione, aspetto fondamentale dello sviluppo.

L'intera area, come sottolineano gli esperti, sta attraversando una crescita di rapida urbanizzazione. Ecco perchè diventa importante individuare una strategia di intervento, gestione locale, crescita sostenibile e coesione sociale.
Sono queste le sfide da affrontare nei prossimi anni, in conclusione. Anche Europa e Italia devono essere in grado di affrontarle per promuovere pace e sviluppo. La sessione pomeridiana dedicata al ruolo delle istituzioni multilaterali nella cooperazione Euro-mediterranea, è stata aperta dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli. Al dibattito hanno preso parte anche Antonio Buonfiglio, sottosegretario alle Politiche agricole e forestali, Francesco Bassanini, presidente della Cassa depositi e prestiti, Inframed e Astrid Foundation, mentre le conclusioni saranno affidate a Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri. "Il Mediterraneo è una risorsa e dobbiamo sfruttare tutte le sue potenzialità - afferma Matteoli - Sono convinto che la crscita e lo sviluppo siano legati al rafforzamento del ruolo delle città''. Per Matteoli, diventa centrale il ruoli anche della logistica e dei trasporti per fare in modo che si imponga un modello di citta' che non sia conurbazione. 

Tav esempio da imitare
L'asse Napoli-Roma-Firenze come nuova dimensione della città mediterranea, sviluppata attraverso il sistema di trasporto della Tav: è l'esempio spiegato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli, ma rappresentano una nuova dimensione urbana, con 5milioni di abitanti, senza diventare megalopoli e mantenendo le proprie identità strutturali. Evitare che si creino realtà urbane prive di reali funzioni è, secondo Matteoli, una sfida da accettare, consapevoli anche del ruolo dell'area Euro-mediterranea e dare efficienza all'assetto delle città.
''Nel caso dell'Italia alcuni sistemi possono già diventare modello dell'urbano mediterraneo - dice Matteoli -. Mi riferisco alla citta' dello Stretto con Messina, Catania, Reggio Calabria e Gioia Tauro; Napoli- Roma-Firenze; alla città del Nord Est formata da Vicenza, Verona, Venezia e Padova; infine la città ligure con Genova, La Spezia, Savona". Sono realtà sperimentali nelle quali si è compresa l'incidenza dei loro sistemi sulla crescita dello sviluppo - conclude -. Non possono non identificare una nuova governance e una interazione sistematica con le altre realtà del Mediterraneo''.

Attenzione ai fondi
Tra gli strumenti messi in campo per favorire li sviluppo vi è Inframed, destinato ai paesi della sponda Sud del Mediterraneo. ''E' un fondo equity con capitale di rischio - ha spiegato Franco Bassanini, presidente della Cassa depositi e prestiti, Inframed e Astrid Foundation - che nasce dalla valutazione di studi e ricerche che hanno evidenziato la straordinaria domanda di infrastrutture che viene da questi paesi''. Per Federico Bega, direttore dell'Area mediterranea e del Medio Oriente della Promos, societa' specializzata della Camera di Commercio di Milano, e' importante porre l'accento sulle sinergie tra i vari attori coinvolti e sulla comunicazione. ''Abbiamo dato vita a un network per la cooperazione euro-mediterranea - ha affermato - e pensato allo sviluppo di un partenariato che possa estendersi a tutto il bacino''. Sul versante della comunicazione, Bega si e' soffermato sull'importanza dello scambio delle informazioni e del Portale del Mediterraneo. Presente all'incontro anche Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di Commercio di Napoli, ente tra i partner del convegno.

Mercato in crescita
''Il mercato mediterraneo, nei primi mesi del 2009, ha raggiunto un valore totale che sfiora quanto realizzato da Brasile, India e Cina Messi insieme - ha dichiarato - Ma la nave in rotta verso il Mediterraneo rischia di affondare. Basti pensare che nell'area metropolitana di Napoli, prima della crisi l'export cresceva in media del 6 per cento mentre ora è in netta flessione''. La soluzione, è la sua conclusione, è di puntare su ''energie vive, giovani e imprese sane''. Per il presidente di Ipalmo Gianni De Michelis, il punto è interrogarsi sull'opportunità di rilanciare idee che riguardino il rapporto tra Europa e Mediterraneo. "Siamo convinti di sì - afferma -. Servono interventi che riguardino la spesa, ma anche interventi che evitino una ulteriore contrazione della crescita". Se, è il suo ragionamento, esiste una possibilità di crescita nell'area dell'Euromediterraneo che inquadri la zona come quarta potenza economica, è giunto il momento di cogliere sinergie tra i Paesi, senza sottolineare le divergenze e le differenze.

"Le dinamiche economiche dell'area del Mediterraneo, a giusta ragione definita 'quarta economia emergente', costituiscono - spiega il presidente del Consiglio Regionale della Campania Paolo Romano, nel contesto dell'economia globalizzata, un'occasione di sviluppo economico, sociale e culturale assolutamente importante per il nostro Paese ed in particolare per le regioni del Sud e per la Campania, da sempre considerata porta del Mediterraneo". "Oggi più di ieri, dunque - aggiunge - siamo chiamati al più rigoroso impegno politico e istituzionale perchè, dopo anni di stagnazione, la Campania possa cogliere tutte le opportunità di sviluppo che un'area di oltre 400 milioni di persone, qual è appunto quella del Mediterraneo, offre". "Sono convinto che l'assemblea legislativa regionale, con tutti gli altri livelli istituzionali, europei, nazionali, di governo regionale e locali saprà orientarsi nell'auspicata direzione. E sarà mio impegno far sì che la barra dell'aula regionale sia sempre rivolta nel verso giusto".

stampaStampa
Copyright © 2008 AISLO - CF: 95047970637