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Varata la "Carta" per la crescita del Sud

Il Sole 24 Ore
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Un documento articolato in dieci punti da sottoporre ai governi regionali del Sud e al governo nazionale con un'idea guida: l'impegno comune per raggiungere, da parte del Mezzogiorno, entro la fine della legislatura, «quota 80». Vale a dire una riduzione dei divari di reddito e infrastrutture che permetta al Sud nel 2010 di disporre di un reddito medio pro-capite pari all'80% di quello percepito al Nord (quelle delle regioni meridionali è attualmente del 58%) e all'80% della dotazione infrastrutturale (attualmente pari al 70%).

È l'obiettivo della «Carta per il Sud» sottoscritta dai duecento relatori (politici, amministratori locali, banchieri, imprenditori, sindacalisti, studiosi di varie discipline e rettori delle università del Sud) che hanno partecipato a Palermo alle Giornate sull'economia del Mezzogiorno, organizzate dalla Fondazione Angelo Curellae Diste. Il decalogo che compone la Carta comprende la vigilanza sull'utilizzo dei fondi europei, l'eliminazione del disimpegno automatico, la realizzazione di grandi eventi nelle città del Sud, la rivalorizzazione delle università, la realizzazione della piattaforma logistica, la creazione di un sistema turistico efficiente, il miglioramento dell'accesso al credito. Infine, un accenno alla felicità: ne hanno diritto anche i giovani del Sud in misura «pari a quella di cui attualmente godono i giovani europei».

E ieri il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo ha replicato al suo collega veneto, Giancarlo Galan, che venerdì aveva commentato negativamente («Mamma li turchi!, verrebbe voglia di dire») il documento sottoscritto a Palermo dai governatori meridionali, dove si chiede al governo di riportare nell'agenda politica la "questione meridionale". «Ribadisco ancora una volta l'uso improprio dei fondi Fas dirottati per le aree del Centro Nord e per finalità diverse da quelle istituzionali» ha detto Lombardo. Intanto per il Sud arrivano previsioni negative. Il Pil del Mezzogiorno nel 2009 si assesterà a -0,9%, secondo i numeri forniti dallo Svimez. «Dopo la stima del Fondo monetario internazionale che attesta la decrescita dell'Italia attorno a -0,6% per il 2009, la nostra valutazione, ancora in corso di elaborazione, è di una recessione che si attesta tra -0,8 e -0,9 per il Pil del Sud per il prossimo anno», ha confermato il direttore Riccardo Padovani.
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