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Verde, pulita e sicura. Monaco regina del mondo
di dario Pappalardo - La Repubblica
Gli articoli presenti nella sezione "Rassegna Stampa" sono stati selezioni e ripresi dai principali quotidiani nazionali, riviste e riviste specializzate per un aggiornamento costante sul dibattito in corso. Gli articoli, inoltre, sono riportati sul sito per la loro pertinenza con le attività/tematiche trattate dall'Associazione.
Chiariamolo subito: nell' annuale classifica delle 25 città più vivibili del mondo, stilata dalla rivista internazionale Monocle, dell' Italia non c' è traccia. Monaco di Baviera sale sul podio davanti a Copenhagen (la migliore nel 2009) e a Zurigo. Al quarto ci sono Tokyo e al quinto Helsinki, seguita da Stoccolma, Parigi, Vienna, Melbourne e Madrid. Il nord, insomma, vince sul sud. L' Europa sul resto del mondo.
Ma come deve essere, secondo la redazione di Monocle, "una città vivibile"? Verde, colta, soleggiata (la media annuale di ore di sole è uno dei parametri di valutazione), tollerante, attenta alla nuova architettura e alle energie rinnovabili. Un posto dove le ambulanze soccorrono in pochi minuti, dove è facile avviare un' impresa, le sale cinematografiche non chiudono, ma proliferano e le piste ciclabili non rappresentano un miraggio, ma la realtà.
Ecco allora spiegato l' exploit tedesco. Monaco, con il suo milione e mezzo scarso di abitanti, ha registrato solo 8 omicidi nel 2009, è stata baciata dal sole per 1.907 ore, sta ampliando le strade da percorrere in bicicletta e punta alla riduzione dei gas serra. Ma, soprattutto, qui le ambulanze, 96 volte su 100, partono appena un minuto e mezzo dopo la chiamata di soccorso (5 minuti e 45 a Copenhagen; 6 minuti e 5 a Tokyo). E avviare un business non è impossibile: lo scorso anno sono nate 18.644 nuove imprese con un incremento del 6,4 per cento.
Se il successo di città a misura d' uomo si comprende facilmente, la classifica non ignora le metropoli. Tokyo (quarta) è stata scelta perché nonostante i 13 milioni di abitanti è «pulita, puntuale ed educata». Parigi (settima), dopo un po' di appannamento, torna sulla scena grazie alla intatta identità di città-museo e ai nuovi chef. Berlino (undicesima) perché è «un posto eccezionale dove essere giovani». Avanzano outsider come la giapponese Fukuoka (quattordicesima) e la neozelandese Auckland (ventesima), ma le grandi assenti sono New York e Londra. Gli Stati Uniti sono rappresentati solo dalla patria di Obama, Honolulu (tredicesima) e da Portland (ventiduesima), la prima grande americana a eleggere un sindaco gay.
«Quest' anno puntavamo su Chicago», spiegano quelli del magazine. «Ma guardando le statistiche degli omicidi - 453 le persone uccise su una popolazione di nemmeno tre milioni (Tokyo con 13 milioni ha registrato "solo" 179 delitti) - ci riusciva difficile posizionarla. Stesso problema per Hong Kong, che soffre a causa del traffico. Insomma, le città scelte devono porsi come punto di riferimento per la rinascita urbanistica: dalla politica ambientale ai trasporti». Sarà per questo che Roma e le altre sono date per disperse?
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