Appello al Presidente della Repubblica, Onorevole Giorgio Napolitano

Lettera aperta
Caserta, marzo 2010

Caro Presidente,

la corta visione politica e scarsa sensibilità ambientale degli amministratori locali ci impongono di sottoporre alla sua autorevole attenzione il caso delle cave, che da decenni stanno distruggendo i Monti Tifatini nell’area casertana.
Sotto gli occhi distratti delle classi dirigenti territoriali si sta perpetrando un vero e proprio dissesto idrogeologico, anche con gravi danni sulla salute delle popolazioni.

Per queste ragioni chiediamo alle più alte autorità dello Stato e della Regione di fermare questa folle corsa verso la distruzione dell‘eco-sistema in una delle aree a più alta densità urbana e produttiva. A questo punto occorre un intervento autorevole per fermare questo scempio assurdo e vergognoso, nel pieno rispetto delle regole e delle prerogative istituzionali, anche in base al principio della sussidiarietà e dell’etica della responsabilità nell’uso e gestione dei beni pubblici.

Negli anni scorsi più volte è stato riproposto con forza all’attenzione dell’opinione pubblica uno degli scandali più evidenti, alla luce del sole e sotto gli occhi di tutti noi: la devastazione ambientale delle cave. Continua un’ opera di escavazione e distruzione ecologica, che ha già prodotto una situazione di dissesto idro-geologico per molti versi irreversibile.

Viene da porsi una domanda che continua a rimanere senza risposta: in primo luogo alla redazione del più importante giornale del Mezzogiorno (di proprietà della famiglia Caltagirone, azionisti di maggioranza anche della Cementir) – come pure ad altre istituzioni, “che nulla dice sull’incompatibilità tra il costruendo Policlinico e la persistenza di industrie insalubri in un territorio distrutto dalle cave, dai cementifici e dall’illegalità …” (sono parole di un esperto come Giuseppe Messina).

Un incredibile silenzio, accompagnato da disattenzione (o per meglio dire connivenza), caratterizza le istituzioni locali fino a quelle culturali ed educative, che rimangono inerti e “distratte” di fronte a questo immane scempio.
Tra l’altro, come hanno messo bene in evidenza alcune indagini (come quella dei giudici Donato Ceglie e Paolo Albano), è proprio dalle attività estrattive e dalla lavorazione del calcestruzzo che prende corpo uno dei filoni più redditizi dell’economia criminale e camorrista.

Ricordiamo che alcuni anni fa il Vescovo Nogaro denunciò con forza lo scandalo delle cave. Purtroppo è rimasto isolato ed inascoltato (anche dalla stampa locale). Invece è arrivato il momento di ribellarsi e di indignarsi per lanciare un appello in primo luogo alle massime autorità istituzionali (dal Presidente della Provincia fino ai sindaci di Caserta e Maddaloni): cosa aspettano ad intervenire prima che avvenga qualche altro disastro per poi gridare alla fatalità naturale!
Ed i vari intellettuali casertani, alcuni di fama nazionale , tante altre persone di cultura sempre pronte ad intervenire su tante questioni: perché tacciono su un tema di vitale importanza per tutti; perché non scendono in campo per fermare questo disastro così devastante per l’ecosistema in cui viviamo e per la salute dei cittadini?

Lo stesso richiamo vale anche per le associazioni di promozione sociale e del terzo settore (laiche e cattoliche), per tutte le forze politiche, per le organizzazioni imprenditoriali e sindacali. Ci permettiamo di osservare che a nessuno può essere consentito di barattare un bene primario come l’ambiente in cui viviamo, con la giusta difesa del diritto al lavoro ed al salario. Al riguardo, come è avvenuto in tante altre realtà, si possono progettare interventi per riutilizzare le cave destinandole ad altre attività di tipo sociale e produttivo, con la salvaguardia dei lavoratori addetti e la creazione di nuova occupazione. Su questo l’università (a partire dalla Facoltà di Scienze Ambientali e dal Polo Scientifico di Via Vivaldi) può dare un contributo decisivo per rilanciare un dibattito ed un confronto su nuove idee di sviluppo del nostro territorio.


Adesioni:

Pasquale Iorio, Vice Presidente Aislo
Raffalele Nogaro, Vescovo Emerito
Rosa Bencivenga, Assessore cultura Comune di Frattamaggiore
Maria Carmela Caiola, Presidente Italia Nostra Caserta
Carlo Comes, Presidente Fondazione Genovesi per la rendicontazione
Eugenio Corti, Università del Sannio
Vanna Corvese, Auser Caserta
Raffale Cutillo, Architetto
Lorenzo Di Guida, Cittadinanza Attiva
Paolo Miggiano, Cittadinanza Attiva
Vincenzo De Angelis, Associazione CRUNA
Lucia Esposito, Ex Assessore Provinciale all’Ambiente
Enzo Falco, Coordinamento Provinciale Sinistra ecologia e libertà
Achille Flora, Facoltà di economia SUN
Elisabetta Luise, Presidente Auser Caserta
Nicola Melone, Facoltà di Scienze SUN
Enrico Milani, Ex Assessore Provinciale alla Formazione e Lavoro
Biagio Napolano, Presidente Arci Caserta
Anna Orefice, USP Caserta
Matteo Palmisani, Lipu Caserta
Pasquale Sarnelli, Acli Caserta
Bruno Scuottto, Confindustria Campania
Bruno Schettini, Facoltà di Psicologia SUN
Gianfranco Tozza, Legambiente
Liliana Vastano, Auser Caserta
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