Quaderno di Ricerca 1 “Il Progetto Sapa Regione Campania”
Quaderno di Ricerca 2 “Quale governance per l’EDA in Campania”
A cura di Bruno Schettini - Editrice Gaia 2009 Angri (Sa)
Bruno Schettini – Ordinario di Pedagogia nella Facoltà di Psicologia della SUN - colma una grande lacuna di conoscenza e di sistemazione teorica con la recente pubblicazione dei due Quaderni di Ricerca (Editrice Gaia): il primo dedicato al Progetto Sapa ed il secondo alla governance necessaria per un sistema di educazione degli adulti in Campania.
Con queste ricerche si offre un ricco materiale di documentazione e di informazione, che può essere molto utile a tutti coloro che si occupano di istruzione e formazione.
Viene offerto un quadro d’insieme e sistematico su tutto il versante dell’apprendimento permanente, sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta.
Con questi strumenti si può ben dire che a livello nazionale la Regione Campania si presenta tra quelle più attrezzate sulle politiche e sugli strumenti normativi tesi ad estendere le opportunità per le persone adulte di accrescere le loro conoscenze e competenze. Non a caso il lavoro di ricerca prende le mosse dalla consapevolezza che in Italia c’è ancora tanto lavoro da fare per allinearsi agli obiettivi indicati dalla Conferenza di Lisbona di costruzione della società della conoscenza.
Anzi gli ultimi dati e le politiche restrittive del Governo di centro destra fanno emergere ancora un dato preoccupante. Rimaniamo agli ultimi posti tra i paesi europei e quelli dell’Ocse sia per il permanere di un basso livello di alfabetizzazione della popolazione adulta (particolarmente accentuato nelle regioni del Sud); sia per la scarsa qualità ed efficacia delle competenze di base acquisite dai giovani (in confronto agli altri paesi avanzati); ma ancora di più rimane allarmante il dato quantitativo delle persone che ogni anno nel nostro paese partecipano ad attività di formazione continua e di EDA, che si aggira sotto il 6%, rispetto ad una media europea che sta intorno al 12%.
Con il Progetto Sapa il prof. Schettini (in collaborazione con altri autorevoli colleghi come Vittoria Gallina dell’Invalsi, Annamaria La Penna e Filippo Toriello, entrambi ricercatori di Pedagogia Sociale), ha condotto una indagine sul campo in alcuni ambiti locali di tre province della Campania (Caserta, Avellino e Napoli), da dove emerge una lettura concreta dei bisogni e delle motivazioni di istruzione e di formazione delle persone in età adulta. Il progetto è stato realizzato nel quadro delle attività programmate dal Comitato Regionale EDA, che è stato uno dei pochi attivi a livello nazionale sul piano della concertazione e delle politiche di elaborazione per la programmazione dell’ offerta formativa, con il pieno coinvolgimento dei principali attori sociali e d istituzionali, del mondo del lavoro, delle imprese, del volontariato, della scuola e dell’università.
Si può dire che di fronte al disimpegno dimostrato dal governo nazionale, la Campania è andata in netta controtendenza sia per quantità sia per qualità delle azioni messe in campo (vedi da ultimo i progetti di “scuole aperte”). Ne è la riprova l’importante documento di programmazione varato con le Linee Guida per l’EDA, in coerenza con gli indirizzi comunitari del lifelong learning, in cui si sposta il focus dell’offerta sul territorio (finalmente avviando un forte decentramento con l’istituzione delle Conferenze provinciali nonché degli Ambiti Locali per l’EDA).
Dalla ricerca sul campo emerge con nettezza che uno dei problemi più delicati rimane quello di far esprimere ed emergere la cosiddetta “domanda debole”, legata all’esigenza delle persone e dei soggetti più emarginati che ancora restano tagliati fuori dai circuiti di istruzione (sia formali che informali, sia pubblici che privati). Per affrontare con più decisione questa situazione viene evidenziata la necessità di intervenire nei confronti dei cosiddetti “pubblici resistenti”, a partire dalle istituzioni locali e dagli enti che ancora si mostrano così distanti da questi problemi, verso i quali occorre colmare lacune culturali con azioni di sistema volte a far crescere il livello di informazione e di motivazione: occorre una vera e propria campagna per far comprendere il ruolo strategico dell’apprendimento permanente per la cittadinanza e per una partecipazione consapevole e responsabile alla vita sociale e politica a tutti i livelli.
A queste domande si sforza di dare delle risposte la seconda ricerca dedicata proprio a “quale governance per l’Eda in Campania”. A tal fine Schettini indica nell’introduzione tre capisaldi su cui fondare un sistema di EDA: in primo luogo, la sostenibilità con azioni costanti nell’ottica del lifelong learning e della società della conoscenza”; in secondo luogo, la valorizzazione delle risorse di ciascun territorio (a partire dai “saperi contestuali” e dalle competenze che in alcuni casi rischiano di scomparire); infine, la partecipazione attiva di tutti i soggetti con la diffusione di una nuova cultura e la capacità di coinvolgimento, in primo luogo delle persone che più hanno bisogno di rafforzare i loro saperi e le loro conoscenze. Oltre al contributo del curatore, nella prima parte del volume sono raccolti contributi sulle politiche territoriali del ricercatore Filippo Toriello e del sociologo Paolo Landri. Mentre nella seconda parte sono riportati i report interdisciplinari per provincia: quello di Dario Verderame per la Provincia di Avellino; di Fiorenzo Parziale per Benevento; Annamaria La Penna per Caserta; Donatela Tognon per Napoli; infine, Dario Minervini per Salerno.
Con queste pubblicazioni Bruno Schettini arricchisce il contributo, già notevole, che da anni sta offrendo con la sua opera di studioso ma anche di militanza attiva sui temi della cittadinanza. Con coerenza porta avanti una ricerca fondata su una pedagogia rigorosa ma anche aperta ai temi sociali, del mondo attuale e sempre più globale. Certamente si segnala come uno degli studiosi italiani che non ama rimanere chiuso nelle “dorate stanze” dell’accademia, che cerca di confrontarsi in modo critico con le forze più sensibili non solo del mondo della cultura ma anche del lavoro, del volontariato e del terzo settore. In tal senso rimane attivo il suo impegno con i luoghi dell’apprendimento non formale (come le università della terza età), della mediazione familiare, dei giovani nelle aree del disagio sociale.
Su questa frontiera egli ha elaborato una produzione notevole, sia dal punto di vista teorico che più divulgativo, con i suoi studi che hanno fatto conoscere in Italia ed hanno attualizzato il pensiero di alcuni dei principali educatori sul piano internazionale: da Antonio Gramsci a Paulo Freire, da Danilo Dolci a don Milani, fino ad Ettore Gelpi (di cui ha tradotto in italiano uno dei testi fondamentali (“Lavoro futuro. La formazione come progetto politico”). Nella sua opera instancabile di divulgatore vanno segnalati il pregevole Vademecum sull’EDA, preparato alcuni anni fa su incarico dell’Anci, e l’Albero dell’EDA sui rami del quale vengono segnalati in modo cronologico i principali educatori dell’epoca moderna.
Caserta, 21 luglio 2009