Governo e valutazione della competitività urbana

di Federica Volpe, AISLo
La prima fase del progetto “Valutare Bolzano”, che AISLo ha realizzato in collaborazione con RSO SpA, si è conclusa con la redazione del Rapporto di Ricerca “Pianificazione strategica urbana: punti di forza, criticità e raccomandazioni”.
Al centro del lavoro la Pianificazione Strategica urbana e territoriale in Italia nell’ultimo decennio, per indagare lo “stato” del processo di pianificazione, in termini di criticità e debolezze da superare e di punti di forza da valorizzare.

La premessa alla base della ricerca condotta da AISLo risiede nella consapevolezza percepita di una certa insoddisfazione nei confronti del processo pianificatorio e dei risultati che esso è riuscito e/o riesce ad innescare.

Di fronte al proliferarsi di esperienze diffuse su tutto il territorio nazionale, la domanda che nasce spontanea è la seguente: come mai molte delle esperienze avviate si sono arenate nel tempo? Come mai sono sorti problemi concreti di implementazione, attuazione e valutazione dei processi che ne sono scaturiti?

Di fatto sembra che il Piano Strategico fatichi a passare da “prefigurazione” del futuro a sua “realizzazione”; forse perché gli obiettivi del Piano sono spesso troppo generici e dispersivi e non aiutano il progetto ad essere effettivamente “strategico”, tale cioè da direzionare nei fatti l’azione di governo? Forse perché esiste una distanza reale e forte tra i “luoghi” della pianificazione e i “luoghi” dell’intervento diretto sul territorio?

Partendo da questi interrogativi AISLo ha cercato, attraverso la sua ricerca, di dare e/o trovare delle risposte ragionevoli e ragionate al “problema” della pianificazione.

E’ stata fatta, quindi, una indagine su 16 città italiane dotate di Piano Strategico che ha portato alla riflessione/conclusione che il Piano Strategico non può basarsi solamente su più o meno attente analisi di contesto.
Il valore aggiunto, nel processo di pianificazione, è dato dalla misurazione del reale posizionamento del territorio e dal confronto con altre realtà territoriali impegnate in ambiti competitivi analoghi.

E’ importante, quindi, ricorrere alla misurazione statistica della competitività e dell’attrattività dei territori se si vuole assicurare al percorso di pianificazione strategica una maggiore affidabilità.
La misurazione statistica, infatti, aiuta gli amministratori locali a capire dove sono e dove vogliono e possono arrivare. Verso dove orientare i propri investimenti, le proprie strategie e, quindi, le proprie politiche.

A tal proposito, AISLo propone un sistema di misurazione della competitività urbana e territoriale, messo a punto con l’Istituto Guglielmo Tagliacarne, l’Università di Roma “La Sapienza”, numerose Città e Province italiane e sotto il patrocinio dell’Isfol, che è in grado di leggere il posizionamento di una determinata realtà territoriale rispetto alle altre in maniera multi-prospettica.

Tale sistema si basa su dieci dimensioni chiave dello sviluppo* e identifica un insieme articolato di indicatori che, “utilizzati” a dovere, possono essere di aiuto al percorso di pianificazione strategica.
Nello specifico, possono essere di supporto alla fase di analisi del contesto e a quella di monitoraggio.

Nella prima, gli indicatori aiutano ad avere un quadro conoscitivo esatto e direttamente focalizzato sugli obiettivi strategiche e sulle dimensioni da sviluppare attraverso il Piano stesso.
Nella seconda, invece, possono essere utilizzati per valutare l’impatto delle azioni e delle strategie previste nel Piano, aiutando a capire, in maniera più ampia e precisa, la relazione esistente tra politiche, azioni e performances ottenute nel tempo. E, quindi, a dare delle risposte concrete ad alcune domande chiave: quali sono le ragioni che stanno dietro ai risultati raggiunti? Quali sono le ragioni del miglioramento/peggioramento del percorso di sviluppo del territorio? Qual è il posizionamento del territorio rispetto agli obiettivi strategici individuati? Quali sono le soluzioni adottate da altre realtà interessanti al fine del confronto?

Accanto alla misurazione della competitività e attrattività dei territori, è importante, per garantire un buon funzionamento del processo di pianificazione, che ci sia una relazione effettiva tra strategie di sviluppo, strutture e processi decisionali e organizzativi.

Dalla ricerca emerge che assetti stabili e ad hoc, azioni trasversali e settoriali, relazioni tra politica e management pubblico e tra sistema pubblico e portatori d’interesse sono aspetti cruciali per il successo della pianificazione strategica.
Un “sistema di regole” coerente per la gestione dei progetti e un’integrazione reale tra le diverse strutture operative e di governo consentono di sostenere e orientare al meglio gli interventi strategici.



* Sviluppo delle risorse umane
; ricerca e innovazione; efficienza e sostenibilità delle risorse ambientali; inclusione sociale e qualità dei servizi; sviluppo dei sistemi produttivi locali; aumento dell’attrattività dei sistemi urbani; reti per aumentare la mobilità; apertura internazionale; ICT.





















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