Molto spesso siamo assillati dal dubbio di non riuscire a capire e dialogare con i giovani, che siamo portati a considerare quasi come una generazione senza futuro, in balia del pensiero unico dominante. Li vediamo distanti, perduti nei loro mondi virtuali e di evasione.
Ma basta guardare con un poco più di attenzione e di pazienza dentro il loro mondo per scoprire cose sorprendenti, in primo luogo osservando quello che avviene nelle scuole e nelle università. Per dimostrare questo assunto vi propongo alcune esperienze che sto vivendo in questi giorni, da cui si può intravedere una realtà del tutto diversa rispetto agli stereotipi ed ai luoghi comuni prevalenti: un mondo fatto di creatività, di partecipazione culturale e di passione civile.
Partiamo da una iniziativa promossa da Gianni Allucci, un dinamico ed ancora giovane manager (protagonista di una straordinaria esperienze nelle terre di camorra con progetti per il riuso a fini sociali e produttivi dei beni confiscati) nonché dell’Associazione Mò Basta, a sostegno delle imprese nella lotta contro il racket e l’usura. Nell’aula magna della Facoltà di Economia di Capua è stato organizzato il primo dei seminari su “cultura e legalità per lo sviluppo”, con la presentazione dei risultati di una ricerca del Censis sulla pervasività dell’economia mafiosa (non solo nelle regioni meridionali) ed il libro della Ediesse sul Sud che resiste. Hanno partecipato all’incontro oltre 500 studenti, attenti ad ascoltare le varie ed autorevoli testimonianze. A seguire vi è stata la proiezione del nuovo e bel film di Giuseppe Pizzo “La vita accanto”, in cui i giovani sono protagonisti di una storia di riscatto dai condizionamenti familiari e criminali. Una ovazione finale ha sottolineato il valore e la qualità del film, che si è rivelato uno strumento potente di comunicazione e di liberazione di energie degli studenti, che hanno dato vita ad un appassionato ed animato dibattito con i loro coetanei attori presenti in sala.
E’ risultato evidente che mettendo insieme diverse modalità di produrre sapere e conoscenza (la ricerca economico-sociale – il libro con le tante storie di cittadinanza – il cinema) si possono suscitare non solo emozioni ma anche forti stimoli di apprendimento e di partecipazione consapevole. Questa contaminazione di culture si è rivelata un eccezionale messaggio evocativo da contrapporre a quelli omologanti e diseducativi di tanta televisione di evasione ed anche della stampa, che ci inondano quotidianamente.
Incoraggiati da questa prima esperienza, insieme con il regista Pizzo – e grazie alla disponibilità di alcuni dei dirigenti scolastici – in questa settimana sono state programmate altre iniziative analoghe in alcune delle più importanti scuole delle province di Caserta e di Napoli. Si inizia martedì 15 dicembre alle ore 10,00 con il Liceo Scientifico “Quercia” di Marcianise, che nell’ambito del progetto “Scuole aperte” organizzerà un incontro nella Sala Cinepolis del Centro Campania con la partecipazione di oltre 300 studenti delle ultime classi. Seguirà mercoledì 16 un incontro degli studenti del Liceo “Manzoni” di Caserta per la presentazione del libro “Il sud che resiste”, che avrà una ulteriore tappa nel pomeriggio a Frattamaggiore, nell’ambito dei tre giorni organizzati dal comune su un tema di grande interesse per apprendere sempre : “La pedagogia in piazza”. Infine, ad Aversa il Liceo Classico D. Cirillo dedicherà la mattinata di venerdì 18 ai temi dell’educazione alla legalità, con la proiezione del film nella più grande sala della città, il Metropolitan (a cui parteciperanno oltre 600 studenti dell’istituto).
Sempre con la stessa modalità, a gennaio verranno organizzati delle iniziative nell’ITIS Giordani di Caserta, nell’IPIA di Ponticelli (una delle scuole più importanti della provincia di Napoli) e nell’aula magna de L’Orientale, in collaborazione con la Confindustria Campania e con l’Osservatorio sulla Camorra per focalizzare il ruolo decisivo delle imprese e delle professioni nella lotta contro la camorra.
Per concludere, è utile ricordare la travolgente iniziativa realizzata in mezza giornata (grazie all’intuito organizzativo di Teresa Maggio) con un laboratorio teatrale, sfociato in una rappresentazione messa in scena alla fine delle tre intense giornate di studio degli incontri di Aislo a città della Scienza su “città e futuro”. I ragazzi della Associazione culturale “Punta Corsara” di Secondigliano hanno coinvolto anche alcune persone dell’Auser di Caserta ed altre provenienti da Milano, creando un contesto intergenerazionale ed una contaminazione culturale.
Grazie alla vivacità e bravura dei giovani attori ( in primo luogo del colto regista), si è ottenuto un risultato coinvolgente ed emotivo, con l’elaborazione sperimentale di un testo tratto da un’opera poco nota di Bertold Brecht “Le teste tonde e le teste a punta”, con un rifacimento in chiave popolare e partenopea. Lo spettacolo offerto con la loro rilettura della “Circoscrizione del friariello” è stato travolgente ed emozionante, pieno di vitalità ed umanità, con una stupenda interpretazione e recitazione collettiva, che intervallava brani colti con canti e musiche rap.
In questa occasione l’energia e la passione dei ragazzi di Scampia (uno dei quartieri simbolo del degrado metropolitano) hanno fatto emergere un volto del Sud pieno di umanità e creatività, su cui si possono gettare le basi non solo per continuare a resistere, ma anche per costruire rinnovate condizioni di riscatto sociale e di speranza nel futuro (soprattutto per le giovani generazioni ). Da queste realtà può nascere quello che il sociologo Franco Cassano ha definito “amor loci”, l’amore per la propria terra come prima condizione per la crescita di un nuovo capitale sociale e di una moderna cultura della cittadinanza democratica.
Caserta, 14/12/2009