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La ricerca dell'ANP* sulla scuola
di
Pasquale Iorio
,
CGIL Campania
Dalla ricerca
“La professione docente. Valore e rappresentanza”,
curata da Nomisma per conto dell’ANP, emerge un quadro impietoso sullo stato della scuola nel nostro Paese. Certamente le ultime decisioni del governo di tagliare ulteriori risorse al sistema educativo non tengono conto delle aspettative e delle opinioni dei docenti, espresse in modo articolato nel report, soprattutto in riferimento alle attuali condizioni professionali e di rappresentatività da parte delle organizzazioni sindacali.
Il primo dato di insoddisfazione riguarda gli attuali livelli retributivi e salariali degli insegnanti, che certamente sono tra i più bassi rispetto agli altri paesi europei. Infatti, oltre il 78% degli intervistati hanno messo al primo posto delle rivendicazioni contrattuali la necessità di adeguare ed incrementare le retribuzioni – anche attraverso nuovi meccanismi di selezione e di valutazione delle carriere più basati sul merito che su semplici meccanismi di carattere buricratico.
Questa esigenza si collega alla necessità di ammodernare tutto il sistema educativo, a partire dalle strutture scolastiche, che in alcune realtà del Mezzogiorno sono del tutto inadeguate (spesso allocate in edifici nemmeno in regola con tutte le norme di sicurezza e di vivibilità). Nello stesso tempo emerge la necessità di arricchire gli strumenti ed i contenuti della didattica, grazie ad un uso più intensivo delle nuove tecnologie multimediali, che possono rendere lo studio più ricco, stimolante ed “attrattivo”per gli stessi studenti (che in alcuni casi hanno una conoscenza più avanzata rispetto agli stessi insegnanti). Al riguardo è stata fortemente auspicata (dall’ 86,5% degli intervistati) una più intensa collaborazione tra dirigenti e docenti per migliorare la qualità e l’efficacia dei risultati ottenuti nella scuola, che come è stato evidenziato dalle recenti ricerche in campo europeo e internazionale non sono esaltanti per il livello di apprendimento e per le competenze acquisite dagli studenti (soprattutto nelle materie scientifiche e nei saperi di base).
Da qui sorge la necessità di rilanciare con forza la priorità della scuola e del sapere come fattore decisivo per la crescita sociale e culturale del nostro Paese, in primo luogo nelle regioni del Sud, dove rimane debole il grado di integrazione tra l’istruzione ed i contesti locali, tra la formazione con le politiche attive del lavoro e dello sviluppo. In particolare va tenuto conto che in alcune realtà la scuola rappresenta uno dei pochi presidi per affermare diritti di cittadinanza attiva e di inclusione sociale.
Nello stesso tempo dalla ricerca viene fuori in modo abbastanza diffuso anche un giudizio critico nei confronti del sindacato, in quanto quasi la metà (il 49%) degli intervistati non si dichiara soddisfatto su come esercita la rappresentanza a difesa del salario e a tutela dei diritti per la valorizzazione professionale e di carriera. Infatti, quasi il 55% dei docenti sostiene che non basta l’azione di tutela attraverso la sottoscrizione del contratto nazionale ma sollecita una azione più incisiva per la “valorizzazione della professione”, anche attraverso meccanismi tesi a premiare i risultati e la qualità delle prestazioni offerte nei vari contesti e nei vari istituti (in rapporto anche alla capacità di efficienza e di promozione sociale espressa dalle scuole in base al grado di autonomia organizzativa e funzionale).
Va rilevato che risulta alquanto alta la percentuale degli insoddisfatti (66,8%) per quanto riguarda un giudizio di merito sulla capacità del sindacato a tutelare e rappresentare in modo adeguato le esigenze e le aspirazioni degli insegnanti, per cui una stragrande maggioranza ( pari all’86,7%) auspica nuove relazioni sindacali e modelli di rappresentanza diversi rispetti a quelli tradizionali. Infine, va sottolineato un richiamo forte all’esigenza di rafforzare i servizi essenziali di formazione professionale (anche attraverso attività di lifelong learning e di apprendimento permanente) e di informazione attraverso strumenti di rete e di comunicazione più moderni e diffusi anche sul territorio.
*Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola
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