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L'Osservatorio della Competitività Urbana e Territoriale
L'innovazione per il rilancio industriale e sociale
di
Luigi Carrino
,
Professore Università di Napoli "Federico II"
Organizzazione a rete, ricerca e brevetti per affrontare il mercato globale
Il tema dello sviluppo locale sembra sparito dalla maggior parte delle agende politiche. Quasi fosse una moda, che coinvolge e appassiona per poi appassire, da qualche tempo se ne discute con distrazione e senza passione. Per fortuna, lo sviluppo locale non è solo terreno di dibattiti e teoria, ma un terreno sul quale la pratica si prende sostanziali rivincite sulla teoria. Gli esempi non mancano; uno di questi fa riferimento all’esperienza del Polo High Tech di Napoli Est.
L’High-Tech rappresenta oggi, in Campania, un’importante opportunità per lo sviluppo e la qualifica del territorio, sia in termini di acquisizione di competenze che di inserimento professionale.
Il tessuto produttivo campano annovera un significativo numero di imprese attive nel settore (~5.000 solo nella Provincia di Napoli), e trend di crescita più elevati della media nazionale (circa +8%).
Una misura della creatività delle imprese campane è data anche dal numero di brevetti depositati: tra il 1999 e il 2005 sono stati 214, di cui 120 a Napoli (Fonte EPO – European Patent Office). Il 55% di questi brevetti riguarda l'High-Tech.
L’Aerospazio può essere considerato un asset per l’High-Tech campano, con una presenza di circa 100 imprese e con una componente industriale fortemente supportata da quella universitaria e, quindi, dal mondo della ricerca qualificata e della formazione specializzata.
Questi numeri fanno della Regione Campania la quarta in Italia (dopo Piemonte, Lombardia e Lazio) in termini di presenza industriale, numero di addetti (circa 10.000), competenze e fatturato (circa 1.300 milioni di euro, quasi il 25% di tutto il fatturato italiano di settore); quest'ultimo con un trend di crescita (2004-2006) del 18%, trainato principalmente dalle PMI.
La capacità di innovare, congiuntamente a quella di cooperazione e networking, è stata la chiave del successo economico delle nostre imprese.
Da queste esigenze di cooperare e mettere a sistema capacità e infrastrutture nasce il Polo High-Tech, ubicato nel quadrilatero d'oro di Napoli Est da via Marina a via Ferraris, da via Gianturco a via Argine.
In un'area dalla forte vocazione industriale è nato da circa un anno, in una forma inizialmente del tutto spontanea, questa piattaforma d'eccellenza nei settori dell'alta tecnologia, dell'aerospazio, ict e tlc.
Un esempio innovativo di organizzazione e promozione di aziende specializzate, per un complessivo di circa 4.000 unità lavorative, di cui circa l'80% laureato, ed un fatturato di circa 450 M€ di cui 50 M€ spesi in attività di ricerca e sviluppo precompetitivo.
Alla base di questa presenza e della vitalità che essa esprime c’è anche una ragione storica.
Occorre ricordare che tra gli anni ’60 e ’70 del ‘900 Napoli Est era ancora un pullulare di medie e grandi imprese operanti nei settori della meccanica di precisione e del petrolchimico.
Si era formata tra i lavoratori una fortissima cultura industriale che coinvolgeva anche le famiglie ed il resto della popolazione.
Perché tutti erano orgogliosi e sicuri che quell’area rappresentasse il loro futuro occupazionale.
Negli anni successivi, però, si è assistito al disordine urbanistico, all’abbandono, alla crisi industriale.
Poi, e siamo ad oggi, da quest’humus vitale, molti di coloro che avevano lavorato in quelle realtà industriali, alcuni anche come operai, sono ritornati come imprenditori coraggiosi: Ferraro, Nugnes, Scarpetta, Giannetti, Sala, Graziano, solo per citarne alcuni, che con le loro aziende rappresentano un fiore all’occhiello dell’industria aerospaziale nazionale.
E’ da questa sorta di recupero dell’identità perduta che si è creato il Polo High-Tech, a conferma che tanti anni di cultura industriale non sono andati perduti.
Il percorso per il Polo non è stato facile.
Mettere a sistema le aziende, creare una corporate image è stato il lavoro di un anno, partendo da progetti chiari sia di sviluppo industriale che di riqualifica del territorio.
Per il Polo la tecnologia rappresenta anche una strategia d’attacco al degrado urbano.
Quando in un certo territorio si concentrano ricerca avanzata, capacità imprenditoriale e risorse finanziarie, si innesca un circolo virtuoso che crea un vero e proprio “sistema per l’innovazione”, fonte di potente stimolo non solo all’economia, ma anche al risanamento dei luoghi.
È questo l'obiettivo principale del Polo High-Tech.
In un mercato globale e dinamico come quello High-Tech, vince l’offerta integrata e le aziende del Polo High-Tech l’hanno capito.
L'integrazione dei mercati internazionali e la diffusione delle tecnologie dell’informazione incidono sempre più sulle varie fasi della catena del valore di un'impresa; quindi sull'ottimizzazione dei processi produttivi.
Se per le grandi imprese affrontare nuovi e ingenti investimenti è un problema marginale, per la maggior parte delle Piccole e medie imprese (Pmi), rafforzare o dar vita a nuove fasi come quelle riguardanti la ricerca e i brevetti, la formazione specializzata, la logistica, la comunicazione e commercializzazione, può rappresentare un punto di forte debolezza strutturale. Che rischia di mettere in ginocchio parte di quel tessuto produttivo che rappresenta la linfa vitale del sistema Paese. Tra cui la Campania.
Non meno importante per la moderna Pmi risulta la capacità d'intessere relazioni, non solo con le realtà non locali, acquisendo informazioni e nuova conoscenza oltre i confini dei propri “appezzamenti” produttivi.
Ma soprattutto con le altre imprese presenti sul territorio, superando conflitti e antagonismi di parte.
Oggi, infatti, il confronto e la competizione si gioca su scenari d'oltre confine, e l'organizzazione in rete (networking) per realtà piccole, ma caratterizzate da una storia e da un know how solido, diventa fondamentale al fine di affrontare un mercato mondiale che risulta essere in continua turbolenza: caratterizzato dall'emergere di nuovi Paesi come India e Cina, che hanno stravolto le consolidate regole di confronto economico internazionale abbattendo i costi della manodopera e della produzione.
E spostando, di fatto, la sfida commerciale sulle capacità d'innovazione degli Stati.
Questi nuovi scenari consentono alla Campania, forte di un'importante tradizione nel campo dell'High-Tech, consolidatasi soprattutto in ambito spaziale ed aeronautico, di giocarsi un’importante opportunità per lo sviluppo e la qualifica del proprio territorio; e di acquisire importanti commesse internazionali in cui spendere le proprie competenze, e creare opportunità per l'inserimento di nuove e più moderne figure professionali.
Con questo obiettivo il Polo High-Tech di Napoli Est ha sviluppato, in collaborazione con il Campania Network Research Aerospace (CARN), che presiedo, e il Dipartimento di Ingegneria Economico-Gestionale (DIEG) dell’Università degli Studi di Napoli, un’indagine sulle potenzialità tecnico/commerciali delle aziende associate e non.
Ne è derivata una lista preliminare di progetti ad alto contenuto tecnologico che dovranno essere sviluppati nei prossimi cinque anni, perlopiù da aziende campane.
Da una prima stima effettuata sono emersi 35 progetti, di cui 20 nel settore aeronautico e 15 in quello spaziale, per un valore complessivo di investimenti pari a circa 400 M€ in cinque anni.
Una prima fotografia della Campania che inventa, produce, realizza.
Il Polo High-Tech di Napoli Est è sicuramente oggi per la Campania un esempio concreto di organizzazione e di promozione industriale e territoriale.
In questo processo d'innovazione anche la politica ha e avrà un suo ruolo importante.
La politica industriale regionale dei prossimi anni (2008-2013) punterà fortemente sulle eccellenze che i settori High-Tech esprimono, selezionando e concentrando le risorse (circa 15 miliardi di Euro) sui progetti che favoriranno la crescita del tessuto imprenditoriale e l’occupazione qualificata.
Auspico che tali risorse economiche non verranno distribuite in maniera capillare ma saranno utilizzate in maniera mirata su grandi progetti industriali ad alto livello tecnologico, in grado di sviluppare prodotti e servizi utili ai più importanti programmi internazionali dell'aeronautica e dello spazio, avviati o in fase d'avvio.
Tenendo conto che la competitività mondiale del settore High-Tech esige tempi di risposta brevi.
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