Studi recenti affermano che il nostro Paese si troverà sempre di più a competere, in Europa e nel mondo, in una partita in cui le grandi agglomerazioni urbane, ricche di concentrazione di conoscenza, saperi, finanze e risorse assumeranno sempre più peso.
L’Italia delle cento città, se da una parte non può rinunciare a competere, dall’altra dovrà fare i conti con l’impossibilità di strutturarsi morfologicamente per grandi aree urbane. La sua sfida, quindi, sarà quella di lavorare al consolidamento/valorizzazione delle “regioni urbane”, sistemi policentrici in cui a più o meno ampie aree urbanizzate si alternano diffuse cerniere ancora fortemente agricole/naturali.
Questa particolare connotazione territoriale può tuttavia rappresentare un unicum, capace di trasformare un apparente gap competitivo in un apprezzabile fattore distintivo.
Allora è necessario capire come le “terre di mezzo” possano mantenere e consolidare nel tempo la propria connotazione rurale, essendo allo stesso tempo luoghi capaci di sviluppare economie locali sostenibili e che riescano a distinguersi per alto valore ambientale ed elevata qualità della vita.
In questo contesto s’inserisce il Progetto RURAL@MILANO, presentato in Provincia di Milano nell’ambito del bando “Expo dei Territori: Verso il 2015”, che nasce proprio dall’idea di immaginare una nuova relazione tra la città di Milano -cuore e baricentro della regione metropolitana lombarda- e la grande area padana ricca di acque e natura, cultura popolare e forte vocazione rurale.
Il progetto, voluto dal territorio e da un’ampia rete di soggetti proponenti* e fortemente correlato con i temi di EXPO 2015, riflette sulle modalità di impiego e valorizzazione delle risorse territoriali e sulla consapevolezza che il territorio rappresenta una risorsa non rinnovabile, dove per non rinnovabile s’intende l’impossibilità di riconfigurare l’assetto morfologico del territorio a valle di qualsiasi processo di antropizzazione, a meno di difficili e assai onerosi processi di riconversione paesasistico-ambientale. Quindi, riflette sull’importanza di garantire la sostenibilità delle risorse, valorizzare le specificità dei contesti locali sotto il profilo ambientale, culturale e socio-economico ed integrare/mettere a sistema gli elementi strutturali maggiormente significativi.
L’area geografica individuata dal progetto fa riferimento all’ampia area naturale che unisce la Provincia di Milano, in particolare quella del Parco Agricolo Sud, a cui aderiscono 61 Comuni della Provincia di Milano e la parte nord della Provincia di Milano rappresentata dal territorio del comprensorio neorurale della Certosa a cui appartengono i Comuni di Giussago, Certosa di Pavia, Borgarello e Zeccone. Si tratta di un’area a carattere prevalentemente rurale e caratterizzata da un patrimonio naturale e culturale ricco (presenza di numerose strutture di tradizione lombarda – cascine, ampie aree rinaturalizzate, luoghi di rilevante interesse faunistico e le tre abbazie Certosa di Pavia, Moribondo, Chiaravalle). In sostanza, si tratta dell’ultimo polmone verde a ridosso della città di Milano, una cintura naturale di connessione dove esiste una matura relazione economica, di scambio di conoscenze, di attrattività turistica e di buone pratiche in termini di sostenibilità.
Oggi quest’area si trova a dover fronteggiare una domanda turistica tendenzialmente evoluta con un’offerta però “strutturalmente” debole perché ancora incapace di adeguarsi alle aspettative di qualità, organizzazione ed efficienza gestionale.
E’ in questa sfida che si colloca il progetto: costruire modelli e percorsi di sviluppo utili ad individuare e realizzare progetti pilota sperimentali che esaltano la sostenibilità dell’operazione complessiva e l’identità culturale/territoriale su cui essa si fonda.
L’obiettivo è quello di valorizzare l’identità culturale del territorio e per farlo il progetto prevede di realizzare quattro primi interventi fortemente impattanti rispetto alla valorizzazione della qualità del territorio per il loro essere innovativi e dall’alta fattibilità, quali:
- la realizzazione di un Web Gis Tematico con tutte le informazioni relative al territorio (di natura agricola, culturale, paesaggistica, ecc.) associato un Portale Web di promozione;
- la costruzione di una rete diffusa di sistemi verdi e corridoi rurali lungo le aree dotate di elementi di interesse storico, culturale, agricolo e naturalistico;
- la realizzazione di interventi di sviluppo turistico e culturale, tutela e sviluppo dell’ambiente, promozione sociale sull’area che comprende il Parco della Vettabbia e il Borgo di Nocetum;
- l’apertura di una stabile relazione con la I/ACT (Camera di Commercio Italo-Americana) di Boston per realizzare scambi commerciali, trasferimento tecnologico e per promuovere il territorio di Rural@Milano.
Insomma un progetto ampio per una sfida ampia. Quella aperta dal bando della Provincia di Milano a cui hanno risposto con entusiasmo i territori, mettendosi in gioco con decisione e proponendosi in 160 diversi progetti in materia di alimentazione, energia, accoglienza e turismo.
Un’occasione per dire che Expo esce così dai confini della città di Milano e scopre di potersi avvalere delle potenzialità dell'area metropolitana e apre a tutti gli effetti un vero processo di sviluppo dal basso capace di coinvolgere tutte le energie e le progettualità. Proprio per questo AISLo c’è e non rinuncia a giocare la sua partita.
* AISLo, Associazione Italiana Incontri e Studi sullo Sviluppo Locale, in qualità di capofila, la Provincia di Milano – Direzione Centrale Risorse Ambientali, il Parco Agricolo Sud Milano, Navigli Lombardi scarl, Agroittica Acqua & Sole, I/ACT-Italy/America Chamber of Commerce and Technology of New England, Geosystems Group srl, il Consorzio di Studi post-Universitari dell’Università di Pavia, Hapax Editore, il Comprensorio neorurale della Certosa e l’Associazione Nocetum, a sua volta capofila di diversi partners (Associazione Borgo di Chiaravalle; Cooperativa Galdus – Enti di Formazione e Ricerca; La Strada Società Cooperativa Sociale; CISE 2007 – Centro Italiano Sostenibilità Energia; ACLI Anni Verdi Ambiente (Sede Provinciale di Milano); Greem – Gruppo Ecologico Est Milano; Fondazione della Rocca; Milanodepur Spa; il Consiglio di Zona n. 4 e 5) in qualità di partners di progetto.