L’Italia spende per l’istruzione meno rispetto alla media Ocse:la spesa italiana in rapporto al PIL è del 4,7% contro il 5,8% della media Ocse.
La spesa rapportata al numero degli studenti è leggermente superiore alla media Ocse solo nella scuola elementare, dove però otteniamo risultati positivi: in tutte le indagini internazionali siamo costantemente in testa alle classifiche (sesto posto anche in questa).
Occorre aumentare le risorse, in particolare per l’università, e spenderle meglio per migliorare la qualità dell’offerta formativa.
La scelte del Governo e del Ministro Gelmini sono contraddette anche dai risultati di questa indagine: tagliano 8 milardi di euro per l’istruzione quando si dovrebbe investire di più per superare il deficit formativo italiano (meno diplomati e laureati e più dispersione scolastica), tagliano pesantemente i fondi all’università già gravemente sottofinanziata, per risparmiare tornano al maestro unico e cancellano il modello organizzativo e didattico migliore del nostro sistema scolastico.
Altri sono i processi di innovazione e riforma che servono al paese, cambiamenti prioritariamente finalizzati ad innalzare la qualità dell’istruzione anche attraverso una diversa allocazione delle attuali risorse: dalla attuazione della riforma dell’istruzione tecnica e professionale, già avviata nella precedente legislatura, alla piena attuazione del nuovo Titolo V della Costituzione per responsabilizzare Regioni ed Enti Locali nella programmazione dell’offerta formativa e nella distribuzione mirata delle risorse.
SINTESI DATI RAPPORTO OCSE 2008 SULL’ISTRUZIONE
Spesa complessiva per l'istruzione
La spesa italiana per l'Istruzione in rapporto al PIL è del 4,7 contro il 5,8 della media Ocse.
L'Italia resta in coda per gli investimenti totali a favore dell'istruzione: in media i Paesi Ocse investono il 13,2% della spesa pubblica per questo settore. L'Italia, insieme a Messico, Repubblica Ceca, Germania e Giappone è sotto il 10%.
Spese per alunno
Il nostro paese spende ogni anno in media 7.540 dollari per studente contro i 7.527 della media Ocse.
La spesa maggiore si registra alla scuola secondaria, 7.648 dollari contro una media Ocse di 7.804.
Per la primaria l'Italia spende in media di più degli altri paesi: 6.853 dollari contro una media Ocse di 6.252.
Per l'università la situazione si ribalta: in Italia per ogni studente si investono ogni anno 8.026 dollari, contro gli 11.512 della media Ocse.
Retribuzione dei docenti
In Italia, dopo quindici anni di lavoro, un docente riceve 29.287 dollari contro una media Ocse di 37.832 e una media Ue (Ue a 19) di 38.217. [Ovvero quasi la metà dei docenti tedeschi (50.119 dollari) e di quelli coreani (52.666).
Investimento dei privati
In media, "oltre il 90% della spesa per la scuola primaria, secondaria e post secondaria nei paesi Ocse è pagato dal sistema pubblico".
All'università l'apporto dei privati varia da meno del 5% in Danimarca, Finlandia e Grecia a più del 40% in Australia, Canada, Giappone, Usa, per superare il 75% in Corea e Cile.
In Italia il sistema educativo è finanziato (dato 2005) al 90,5% con ricorse pubbliche, la restante percentuale è coperta da iniziative private. Solo all'università la percentuale di contributo dei privati sale al 30,4% (dato 2005, in crescita rispetto al 22,5% del 2000).
Abbandono universitario
L'Italia è al primo posto tra i paesi membri dell'Ocse per abbandono universitario.
La metà degli studenti che inizia un percorso universitario di primo livello non riesce a portarlo a termine. L'Italia in questo 'triste' primato è seguita da Stati Uniti, Nuova Zelanda e Ungheria.
In contro-tendenza gli studenti universitari di Belgio, Danimarca, Germania e Giappone. A Tokyo solo il 10% degli studenti non riesce completare il percorso.
Secondo l'Ocse i ragazzi che abbandonano l'Università prima della laurea lo fanno per vari motivi:
- si rendono conto di aver scelto un indirizzo sbagliato;
- non sono soddisfatti dell'offerta didattica;
- non ritengono l'indirizzo in linea con le esigenze del mercato
- trovano un lavoro prima di portare a termine gli studi.