Tutela e valorizzazione dei beni culturali casertani per uno sviluppo equilibrato

di Maria Rosaria Iacono, Presidente Italia Nostra Caserta

L’articolo 9 della Costituzione della Repubblica recita: “…La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico-artistico della nazione…”, codificando ad altissimo livello la protezione giuridica del Patrimonio Culturale italiano.

Cosa si intende per Patrimonio Culturale?
Il Patrimonio Culturale è un insieme organico (di opere, monumenti, musei, case, paesaggi,città, costumi e tradizioni) strettamente legato al territorio che lo ha prodotto.
Questo patrimonio, nel suo complesso, costituisce un elemento portante della società civile e della identità prima dei cittadini degli antichi stati, dell’Italia dopo.

Rappresenta la ricchezza di – un paese, una città, una nazione, o qualunque settore giuridicamente circoscritto – o anche di un soggetto a cui il patrimonio fa capo ( un ente privato, un ente pubblico, un museo ecc.) sul piano culturale e su quello economico, restando destinato alla fruizione collettiva.
In altri termini è un insieme di beni materiali e immateriali, la cui espressione materiale (musei, opere d’arte, case, paesaggi) serve anche a richiamare la parte immateriale costituita dalla cultura, dalla lingua, dai modi di pensare comuni.

Da queste premesse nasce la necessità di tutelare tale patrimonio, come già ammoniva Francesco Petrarca, testimone del rinato entusiasmo per le antichità classiche che, spesso erano ornamento delle ville gentilizie, alcune appartenenti agli stessi umanisti .

In una lettera a Cola di Rienzo e al popolo romano lamenta il grave stato di degrado in cui versano i monumenti di Roma“…Così a poco a poco le rovine stesse se ne vanno, così se ne vanno ingenti testimonianze della grandezza degli antichi…”.

LA TUTELA
La società definisce i suoi oggetti d’arte, li protegge giuridicamente con l’esercizio della tutela, operando una selezione che mira al riconoscimento storico ed estetico di tali oggetti che compongono il patrimonio della collettività, nel quale questa si riconosce e si identifica.
Tale attività viene svolta dalle Soprintendenze, organi periferici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nate nel 1874 con i compiti istituzionali di tutelare il territorio storico, costituendo il primo modello di rete di gestione del patrimonio culturale a livello nazionale.

I BENI CULTURALI
Sono riconosciuti come beni culturali le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, o etnoantropologico, archivistico e bibliografico.
Il riconoscimento del cosiddetto interesse, ovvero l’attribuzione di un valore storico, artistico, archeologico e paesaggistico è frutto di una complessa operazione svolta con scienza e coscienza dai funzionari di soprintendenza che tiene conto del:

  • Valore storico, formale, artistico ed estetico
  • Valore di testimonianza della società e della cultura che l’ha prodotta
  • Funzione attuale

I beni, riconosciuti di interesse dal Ministero, sono vincolati, ossia diventano automaticamente pubblici e vanno protetti dal:

  • Deperimento
  • Dispersione
  • Vendita illegittima
  • Furto
  • Da qualunque variazione illecita del loro stato

DALLA PROTEZIONE ALLA GESTIONE
Nella recentissima legislazione –Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n° 42) - sono stati introdotti contenuti nuovi alle nozioni di tutela e di valorizzazione
che riguardano:

  • La politica culturale di gestione del patrimonio, in vista della sua conoscenza e conservazione, del suo censimento sistematico, e di una valorizzazione continua.
  • I temi del restauro e della conservazione.
  • La gestione dei musei e dell’attività legata all’arte contemporanea.
  • La normativa a carattere edilizio e urbanistico.

I beni culturali devono essere riconosciuti, conservati e protetti per essere trasmessi alla posterità, ma devono essere anche divulgati, utilizzati e resi fruibili e accessibili. Pertanto, la tutela oltre ad indicare l’interesse culturale del bene, il suo radicamento nel territorio storico, responsabilizza i soggetti proprietari e gestori indicando i valori da tutelare e propone un disciplinare per l’uso del bene personalizzato, mettendo al centro i beni culturali di un territorio, la loro identità, il loro rapporto con la gente, in una prospettiva di sviluppo.

Così si connette dinamicamente con:

  • La valorizzazione (l’attività diretta a migliorare le condizioni di conoscenza e conservazione dei beni culturali e ambientali e ad incrementarne la fruizione.
  • La promozione (l’attività diretta a suscitare e a sostenere la valorizzazione dei beni).
  • La gestione (l’attività che mediante l’organizzazione di risorse umane e materiali è diretta ad assicurare la fruizione dei beni culturali e paesaggistici, concorrendo alle finalità di perseguimento della tutela e valorizzazione).

I COMPITI DELLE REGIONI
In attuazione dell’art. 149 della legge 112 del 1998, nell’osservanza del principio di sussidiarietà, alle Regioni possono essere trasferiti compiti e funzioni che riguardano la fruibilità e la conoscenza e possono concorrere alla tutela.
In particolare, le Regioni rendono disponibili risorse finanziarie, ma soprattutto governano il territorio,

  • combinando - ad esempio - la pianificazione urbanistica e su scala territoriale con la tutela e la valorizzazione per evitare, come è già successo, la speculazione offensiva del paesaggio storico e del patrimonio architettonico e archeologico;
  • assistendo e aiutando il sistema delle autonomie locali e dei molti enti e soggetti privati possessori di beni culturali a dotarsi di idonee modalità di gestione;
  • nonché curando appropriati interventi formativi e di assistenza agli operatori sul territorio.

L'ESPERIENZA CASERTANA
Il D.lgs. n. 112/98 prescrive: “…La Regione, con legge regionale, prevede che il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di cui all'articolo 15 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (attuale articolo 20 del D. Lgs. n. 267/00), assuma il valore e gli effetti dei piani di tutela nei settori della protezione della natura, della tutela dell'ambiente, delle acque e della difesa del suolo e della tutela delle bellezze naturali, sempre che la definizione delle relative disposizioni avvenga nella forma di intese fra la provincia e le amministrazioni, anche statali, competenti...” (art. 35).

In attuazione di ciò, la normativa della regione Campania sul governo del territorio – approvata con la legge regionale n. 16/2004- assegna al Piano territoriale regionale il compito di definire gli indirizzi strategici relativi all’organizzazione territoriale, alla tutela del patrimonio paesistico ed ambientale e allo sviluppo infrastrutturale. La legge regionale, tuttavia, non definisce con dovuta chiarezza, obiettivi, strumenti e procedure per la predisposizione dei piani provinciali, che assicurino un effettivo livello di tutela del patrimonio ambientale, anche attraverso la copianificazione con le altre autorità competenti (autorità di bacino, enti parco ecc.).
Bisogna invece puntare alla costituzione di quello che gli economisti definirebbero un sistema integrato che per essere apprezzato e valorizzato ha bisogno anche di conoscenze diffuse di storia, di storia dell’arte, di letteratura, di tradizioni popolari ecc.

La tutela e valorizzazione di un territorio non si può limitare soltanto alle sue manifestazioni museali o architettoniche o archeologiche ma deve allargarsi alla “complessità” per produrre effetti benefici esterni al bene stesso.
Si pensi all’effetto prodotto nel mercato della ristorazione, degli albergatori, al benessere di un cittadino che possiede un appartamento che si affaccia sul Parco della Reggia di Caserta ecc.
Gli elementi di tale sistema - costruito intorno ad una rete di musei o di comunità artistiche - si possono così, sommariamente, identificare:

  • Recupero e manutenzione del patrimonio storico-artistico, di castelli, ville, centri storici ecc.
  • L’utilizzo del paesaggio come risorsa economica con la creazione di parchi culturali o itinerari turistico-culturali attraverso tradizioni letterarie o artistiche o storiche
  • Sviluppo dell’industria turistico-alberghiera.
  • Valorizzazione delle arti e mestieri tradizionali e della cucina locale

In tal senso sono da considerare i progetti di Valorizzazione che sono inseriti nell’Accordo Quadro di Programma Stato-Regione Campania, i PRUSST (Programma di Riqualificazione Urbana per lo Sviluppo Sostenibile del Territorio) della conurbazione casertana, i P.I.T. (Piani Integrati Territoriali) in parte già in via di realizzazione ai quali concorrono lo Stato, gli Enti Locali, le associazioni professionali e sociali.

La tutela, la conservazione e valorizzazione del complesso vanvitelliano di Caserta e degli altri siti ex borbonici, nonché delle numerose “eccellenze” monumentali presenti nel territorio casertano, costituiscono il naturale collegamento con la tradizione culturale, artistica, tecnica ed artigianale che ha prodotto i “reali manufatti”.
Ogni intervento che riguardi uno qualsiasi di questi beni, sia esso di semplice manutenzione, di restauro o di valorizzazione è un valore aggiunto anche ai fini di una corretta fruizione che tenga conto della sua unicità di testimonianza della cultura materiale del nostro territorio, nei confronti di un pubblico sempre più attento e consapevole delle grandi potenzialità del patrimonio culturale ai fini di una crescita culturale ed economica.
A tal fine va ben ridefinito il rapporto tra i soggetti pubblici, detentori dei beni e le imprese private che operano nella gestione dei servizi culturali, soprattutto in una fase in cui non sono ben chiari i criteri e le regole nella distribuzione delle risorse e il rapporto tra le esigenze della tutela e quelle del territorio .

Per creare occasione di sviluppo economico e di promozione culturale, è necessario elaborare un comune progetto che veda coinvolti su scala territoriale il sistema scientifico e tecnologico, produttivo e quello socio-costituzionale, tenendo presente la storia del territorio, le attività un tempo praticate ed interpretandone lo spirito originario, senza trascurare il confronto con l’attuale contesto territoriale.

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