La stagione della programmazione. Grandi imprese e Stato dal dopoguerra agli anni settanta

La stagione della programmazione. Grandi imprese e Stato dal dopoguerra agli anni settanta
di Fabio Lavista
Ed. Il Mulino, Anno 2010, pp. 490. € 33,00

La programmazione economica fu al centro della riflessione del riformismo italiano dal dopoguerra agli anni Sessanta quando, dopo un lungo e travagliato percorso, si giunse alla costituzione di un sistema di programmazione economica nazionale, in concomitanza con la formazione dei primi governi di centrosinistra.

Un ruolo particolare nell'elaborazione del progetto lo giocarono gli uffici studi economici di alcune grandi imprese, pubbliche e private, che svolsero un lungo lavoro di elaborazione teorica e pratica. Nonostante il coinvolgimento diretto nel sistema di programmazione nazionale dei quadri dirigenti di tali istituzioni, le difficoltà politiche, la particolare configurazione istituzionale data al sistema e il suo uso distorto ne decretarono di fatto il fallimento. Un insuccesso che significò soprattutto l'incapacità e l'impossibilità di definire chiare e condivise politiche industriali, con conseguenze negative di lungo periodo sulla performance delle imprese, specie di quelle pubbliche, e sull'intero sistema economico.

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Fabio Lavista, dottore di ricerca in Storia economica e sociale, è assegnista presso il Dipartimento di Analisi istituzionale e management pubblico dell'Università Bocconi, dove insegna Storia economica. Tra le sue pubblicazioni il volume "Cultura manageriale e industria italiana. Gino Martinoli fra organizzazione d'impresa e politiche di sviluppo 1945-1970" (Guerini & Associati, 2005) e il saggio su "Il declino della grande impresa" pubblicato nel quarantunesimo Annale della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli "La questione settentrionale. Economia e società in trasformazione", a cura di G. Berta (Feltrinelli, 2007).
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