Ogni volta che parla di crescita, la politica si riferisce sempre alla crescita del Pil, considerando tutt'al più anche la questione dell'occupazione e delle entrate fiscali che ne conseguono. A partire da Lisbona e Goteborg, però, l'Unione Europea ha posto in agenda questioni che non si riducono alla crescita: obiettivi di capacitazione o libertà positive, qualità sociale e ambientale, sostenibilità dei processi, interventi e terapie sulla crisi ambientale. Preoccupazioni che si vanno sempre più accentuando, se si pensa al recente Rapporto Stern sui mutamenti climatici e a quello dell'International Panel on Climate Change.
Nell'"albero del programma" presentato dal governo all'inizio del 2007 lo sviluppo sostenibile è pressochè assente. Se però c'è un paese in cui i problemi della crescita coincidono semre di più con quelli dello sviluppo, quel paese è proprio l'Italia. Sarà questo il vero test del riformismo in Italia, anche nel suo intreccio globale con questioni per noi cruciali quali la certezza delle regole, la riduzione degli abusivismi e delle sregolazioni, la formazione delle nuove generazioni, l'entrata a pieno titolo nella società della conoscenza globalizzata.
Un pamphlet sul controverso tema del nesso tra crescita-sviluppo rivolto a tutti coloro che non vogliono restare vittime delle illusioni correnti.