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01/11/2013, 12:18



MURI


 A Lucca si terrà il Lucca Comics & Games dove giovani detenuti di San Vittore mostreranno le proprie opere.



La Grande Muraglia cinese 3640 km costruita  nel  246 avanti Cristo per fermare le invasioni. non impedì che il paese fosse conquistato dai Mongoli. Il Muro di Berlino lungo 106km è durato 28 anni ma alla fine fu distrutto (12 agosto 1961-  abbattuto il 3 novembre 1989). Un muro che è diventato un museo per ricordare i disastri della guerra fredda. Anche in Europa c’è ancora un muro che separa Greci dai Turchi a Nicosia ,la capitale dell’isola di Cipro divisa in due dal 1974 . Anche il muro Tra Israeliani e Palestinesi costruito per impedire attentati terroristici ha di fatto creato nuove divisioni ed incomprensioni tra i due popoli. Ma i muri oltre ad essere politici sono anche economici :la divisioni tra paesi ricchi e paesi poveri.  Ai muri psiclogici, a quelli razziali, all’omofobia, all’antisemitismo, all’incomprensione tra le generazioni, all’incomprensione tra uomini e donne che genera violenza… La nostra società sembra un labirinto di muri che separano persone e paesi. Come si fa a rompere queste e barriere e creare nuovi ponti di dialogo?

Come vedono i giovani i muri che li circondano? La domanda l’ha posta Sara Genovese curatrice del  Concorso per Illustratori e Fumettisti Lucca Junior 2013, giunto alla sua VII edizione che ha voluto fare riflettere su questa tematica. “abbiamo scelto come tema  quest’anno le “Mura Maestre” ovvero il muro e la sua simbologia e prende spunto da un importante anniversario per la città di Lucca, i 500 anni dalla fondazione delle mura cittadine, nate nel 1513 a scopo difensivo. Muri e muraglioni sono oggi espressione di una forte simbologia e hanno assunto nella storia profonde valenze politiche e religiose, lasciando un segno tangibile nel momento in cui sono stati abbattuti o eretti a ricordo di qualcosa, ma sono anche simbolo di grandi opposti; inclusione ed esclusione, protezione ed allontanamento, uguaglianza e diversità”.

Livio Sossi Presidente della Giuria e docente di storia e letteratura per l’infanzia all’università di Udin e di Capodistria:” ”Le Mura maestre come quelle di Lucca e di tante città italiane rappresentano uno spaccato della storia italiana, il Medioevo e il Rinascimento ; ma anche muri e muretti, confini reali e immaginari che delimitano territori fisici, geografici e urbani; antropologici e sociali, e ancora metafisici: territori mentali e rappresentazioni interiori che nascono dal nostro pensiero. Muri come quelli costruiti dall’uomo per dividere l’Europa. Muri che crollano e muri che si innalzano; Confini da  superare e da attraversare, reali e metaforici, come i muri della scuola e dei maestri. Confini materiali e frontiere sociali e anagrafiche. Confini necessari e confini ambigui, labili. Noi e gli altri. Il bene e il male. Il dentro e il fuori. Il certo e l’incerto. L’ordine il caos. Confini tra sicurezza e timore.

Muri che isolano, come quelli delle carceri o degli ospedali psichiatrici, di cui sappiamo davvero poco. O come le pareti interne delle nostre case che custodiscono a volte terribili segreti. Muri di indifferenza e di incomunicabilità: i palazzi delle nostre periferie, gli Hotel House di Porto Recanati o gli agglomerati delle metropoli asiatiche e sudamericane, dove si vive spesso nella paura dell’altro .  E ancora i muri che ostacolano o rendono difficile la comunicazione: l’autismo. I muri sono  Gabbie che l’uomo fabbrica per altri uomini e gabbie mentali come la xenofobia, che ci impediscono di vedere o ci mostrano il mondo attraverso lenti deformanti”

Su questo argomento si sono cimentati 179 Illustratori e fumettisti che hanno partecipato al concorso di Lucca Junior e le cui opere saranno esposte durante  la manifestazione Lucca Comics & Games dal 31 ottobre al 3 novembre 2013, nella suggestiva cornice dell’Auditorium San Romano (piazza San Romano – Lucca) poi la mostra continuerà a Cento (Ferrara).  Questa mostra è stata anche un’occasione per “aprire le mura del carcere” e fare partecipare anche se fuori concorso, 15 giovani dai 18 ai 25 anni del carcere di Milano San Vittore”.  Cosa significa vivere mesi, anni della propria giovinezza dietro ad un muro? Dentro celle sopraffollate. Ragazzi con alle spalle storie di disaggio, di sofferenza e abbandono. Ragazzi per i quali i muri non sono solo quelli di un carcere, ma anche i muri che troveranno fuori una volta usciti.  Non c’è amore senza libertà continua a scrivere ogni giorno un ragazzo marocchino..

Alcuni aspettano oltre 7 mesi  la sentenza, per altri i tempi sono ancora più lunghi.  Ragazzi che si devono adattare alle regole del carcere, e sopravvivere alle dinamiche non facili dei gruppi di poter .Per alcuni di loro dietro alle mura del carcere ci sono gli affetti come per un ragazzo sudamericano giovanissimo padre di due bambini per il quale questa separazione sta diventando insopportabile. Ma per alcuni dietro al muro non c’è nessuno, nessuna famiglia alle spalle ne aiuti economici di nessun tipo. Qualcuno è convinto di essere innocente e la più grande paura è questo paese.

Quest’anno ho voluto organizzare il primo corso d’illustrazione in carcere  che durerà 3 mesi. Credo che per chi è dietro alle sbarre, la capacità di potere creare ed immaginare altri mondi, altre realtà aiuta a trovare dentro di se la propria libertà, aiuta a trovare nell’immaginazione nuove risorse.

Partecipare alla mostra di Lucca mi ha permesso di lavorare sin dall’inizio sul tema del Muro con un gruppo di 15 ragazzi  (Hichame, Adriano,Pereira, Mounir, Jawad, Massaoudi, Mounir, Loris, Recalde, Sherif, Zak, Carera, Radu, Hamza.Luigi) e di trasformare per alcune ore della settimana un muro grigio ed inospitale in un muro pieno di pensieri, colori ed emozioni. La maggioranza viene dal Marocco e Tunisia (alcuni sono arrivati in Italia da bambini, altri sono arrivati con mezzi di fortuna. Ci sono anche ragazzi romeni e sud americani, solo due sono italiani.  Nessuno sa disegnare e ogni matita è per loro un oggetto prezioso e raro.  Con loro ho lavorato sul primo telo 2x2metri “moods Behind a Wall”.Stati d’animo dietro ad un muro. Il mio obiettivo e di farli lavorare tutti insieme e di creare due opere collettive. Lavorando insieme si crea un ponte tra le culture, si passano i colori, creano insieme e si esprimono liberamente. Scoprono di avere un talento inaspettato, scoprono una nuova libertà che si esprime con le forme, i colori,  le parole o le frasi stampate con gli stencils. Raccontano la loro solitudine, la loro rabbia, la loro tristezza ma esplode anche la loro voglia di vivere, la loro giovinezza. E in quel momento hai la sensazione che le mura del carcere si sono aperte per un momento, che un vento nuovo è entrato, che non esiste più questo posto pieno di desolazione, questi cortili tristi, il rumore della chiave che rinchiude porte pesanti ed invalicabili. Dura poche ore questa sensazione di libertà.

Anche il muro tra me e loro non esiste più.  Alla fine del corso uno dei ragazzi marocchini vede le mie mani sporche d’inchiostro, corre giù nella sua cella e mi porta il suo sapone. L’ho ricevuto come un dono meraviglioso. Oltre ai colori primari con loro ho usato anche l’inchiostro nero. Con la cannuccia ognuno ha

soffiato sull’inchiostro creano le forme. Due di loro l’avevano fatto da piccoli, sorridevano ed erano contenti. Questa semplice cannuccia li ricordava momenti felici..

Sul telo qualcuno ha scritto il nome della madre o della fidanzata, dei compagni o della cella, qualcuno una frase “spera, vivi, ama”. Qualcuno altro ha ricordato la sua terra. Uno solo ha scritto la parola libertà, a lettere piccole, come se fosse un bene prezioso e fragile, ancora lontano.

La seconda settimana è venuta l’illustratrice Giulia Orecchia che ha voluto fare con loro un grande graffiti pieno di parole. Tutti insieme hanno dipinto il telo poi ognuno si è messo a scrivere in italiano, in arabo, in spagnolo. Strati di parole, rumorose e vivaci.

Tutti insieme abbiamo cercato un titolo. Uno dei ragazzi l’ha chiamato muro parlante, un altro libertà di parola al muro e uno più giovane ha scelto il titolo parole tra un muro .

La direttrice del carcere  Gloria Manzelli ha voluto con la sezione Giovani adulti tutelare i giovani che entrano a San Vittore e dall’inizio è stata favorevole sia alla creazione del primo corso d’illustrazione e fumetti sia alla partecipazione a Lucca Comics.

“C’è una media giornaliera di 15/20 nuovi ingressi  al giorno e il 20% ha tra i 18 e i 25 anni, di cui l’80% sono stranieri  provenienti soprattutto dal Maghreb, all’est Europa, dai paesi sudamericani e dalla Cina ci spiega la direttrice Gloria Manzelli. Il reparto dei giovani adulti oggi comprende 110 giovani tra i 18 e i 25 anni ed è volutamente separato dal resto della popolazione carceraria per evitare la frequentazione con soggetti più vecchi che potrebbero influenzarli negativamente. Un impatto positivo potrebbero averlo, invece, le attività proposte per la sezione giovani -che hanno come scopo di trasformare il tempo di pena in un tempo vitale, costruttivo, di crescita, riflessione e di accompagnamento verso il cambiamento”.

Questo primo corso d’ illustrazione in carcere che ho organizzato a San Vittore è stato possibile nonostante la mancanza totale di fondi grazie alla partecipazione di molti professionisti del settore che hanno aderito all’iniziativa. Tra cui Paolo d’Altan, Guido Scarabottolo, il fumettista di Tex Pasuale Frisenda, Giulia Orecchia, Pierpaolo Pitacco, Ivan Canu direttore del Mi Master, Emiliano Ponzi, Gianni di Conno, Libero Gozzini, Adamo Moses, Livio Sossi e Alice Beniero. Con loro vogliamo disegnare alcune delle copertine del giornale del carcere OBLO su diversi temi. Con guido Scarabottolo hanno affrontato il tema della paura. Di che cosa hai paura.  Il gruppo teatrale sembra interessato a farci fare la copertina dello spettacolo e cosi poco a poco il lavoro di questi giovani diventa importante anche per altri settori. Lo scopo di questo corso d’illustrazione che durerà tre mesi e di fare scoprire ai ragazzi un nuovo mestiere, stimolandone l’immaginazione e la creatività, mostrando loro una possibile strada per un futuro diverso. E se gli illustratori a Lucca Comics, come spiega Livio Sossi, hanno dimostrato di voler distruggere i muri che ci dividono, di attraversare l’ombra per vincere la paura. Hanno affermato ancora una volta la libertà del pensiero e la speranza che, nonostante tutto, è sempre possibile sconfinare. Per I ragazzi di San Vittore che stanno trascorrendo la loro giovinezza dietro un muro questa mostra è stata un’occasione per creare nuovi ponti tra di loro e il mondo fuori dalle mura.
Alice Werblowsky


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