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15/04/2013, 10:11



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 Ai Parlamentari - Ai Consiglieri RegionaliAi Sindaci e Consigli Comunali di Caserta e MaddaloniAlla stampa



La corta visione politica e la scarsa sensibilità ambientale degli amministratori locali ci impongono ancora una volta di evidenziare il caso delle cave, che da decenni stanno distruggendo i Monti Tifatini nell’area casertana. Sotto gli occhi distratti e collusi delle classi dirigenti territoriali si sta perpetrando un vero e proprio dissesto idrogeologico, anche con gravi danni sulla salute delle popolazioni.

Per queste ragioni chiediamo alle più alte autorità dello Stato e della Regione di  fermare questa folle corsa verso la distruzione dell‘eco-sistema in una delle aree a più alta densità urbana e produttiva. A questo punto occorre un intervento autorevole per fermare questo scempio assurdo e vergognoso, nel pieno rispetto delle regole e delle prerogative istituzionali, anche in base al principio della sussidiarietà e dell’etica della responsabilità nell’uso e gestione dei beni pubblici.

Negli anni scorsi più volte è stato riproposto con forza all’attenzione dell’opinione pubblica uno degli scandali più evidenti, alla luce del sole e sotto gli occhi di tutti noi: la devastazione ambientale delle cave. Continua un’ opera di escavazione e distruzione ecologica, che ha già prodotto una situazione di dissesto idro-geologico per molti versi irreversibile. Un incredibile silenzio, accompagnato da disattenzione (o per meglio dire connivenza), caratterizza le istituzioni locali fino a quelle culturali ed educative, che rimangono inerti e “distratte”  di fronte a questo immane scempio, in una situazione di incompatibilità tra il costruendo Policlinico e la persistenza di industrie insalubri in un territorio distrutto dalle cave, dai cementifici e dall’illegalità – come è stato sottolineato in modo autorevole.

Tra l’altro, come hanno messo bene in evidenza alcune indagini (come quella dei giudici Donato Ceglie e Paolo Albano), è proprio dalle attività estrattive e dalla lavorazione del calcestruzzo che prende corpo uno dei filoni più redditizi dell’economia criminale e camorrista.

Ricordiamo che alcuni anni fa il Vescovo Nogaro denunciò con forza lo scandalo delle cave. Purtroppo è rimasto isolato ed inascoltato (anche dalla stampa locale). Invece è arrivato il momento di ribellarsi e di indignarsi per lanciare un appello in primo luogo alle massime autorità istituzionali (dal Presidente della Provincia fino ai sindaci di Caserta e Maddaloni): cosa  aspettano ad intervenire prima che avvenga qualche altro disastro per poi gridare alla fatalità naturale!

Ed i vari intellettuali casertani, alcuni di fama nazionale , tante altre persone di cultura sempre pronte ad intervenire su tante questioni (e purtroppo è anche il caso di tanta stampa locale, a partire dal più diffuso quotidiano): perché tacciono su un tema di vitale importanza per tutti; perché non scendono in campo per fermare questo disastro così devastante per l’ecosistema in cui viviamo e per la salute dei cittadini?

Lo stesso richiamo vale anche per le associazioni di promozione sociale e del terzo settore (laiche e cattoliche), per tutte le forze politiche, per le organizzazioni imprenditoriali e sindacali. Ci permettiamo di osservare che a nessuno può essere consentito di barattare un bene primario come l’ambiente in cui viviamo, con la giusta difesa del diritto al lavoro ed al salario. Al riguardo, come è avvenuto in tante altre realtà, si possono progettare interventi per riutilizzare le cave destinandole ad altre attività di tipo sociale e produttivo, con la salvaguardia dei lavoratori addetti e la creazione di nuova occupazione. Su questo l’università (a partire dalla Facoltà di Scienze Ambientali e dal Polo Scientifico di Via Vivaldi) può dare un contributo decisivo per rilanciare un dibattito ed un confronto su nuove idee di sviluppo del nostro territorio.

Un primo risultato è stato ottenuto con il “subemendamento approvato dal Consiglio Regionale della Campania in fase di discussione del Bilancio in base al quale nel futuro saranno negate le autorizzazioni a nuove cave nelle aree comprendenti i Parchi urbani di interesse regionale”. Ma non basta: occorre chiudere da subito tutte le attività estrattive per salvare uno dei beni comuni più preziosi per il nostro ambiente e per la nostra salute, per il benessere di tutti/e.

Per scuotere le nostre coscienze come associazioni abbiamo deciso di promuovere una campagna di mobilitazione, a partire da questo appello che vi chiediamo di sottoscrivere. Inoltre, organizzeremo un evento pubblico per lunedì 29 aprile 2013 ore 18,00 presso la Feltrinelli di Caserta, a cui invitiamo tutti i cittadini e le istituzioni sensibili.

Adesioni

Aislo
Le piazze del sapere      
Collettivo Latrones
Legambiente Caserta
Ofca
Teatro Civico 14
Auser Caserta
ISSR Diocesi di Caserta
Italia Nostra
Associazione Siti Reali
La Fabbrica di Caserta


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