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27/06/2013, 09:28



Commissione-straordinaria-a-Casal-di-Principe,-Natale-e-Iorio


 Renato Natale e Pasquale Iorio commentano l’operato della commissione straordinaria a Casal di Principe



Due articoli, botta e risposta a commentare l'intervento della commissione straordinaria a Casal di Principe. Il primo è l'ex sindaco Renato Natale, il secondo è Pasquale Iorio, Vicepresidente di AISLo.

Di seguito l'articolo di Natale.

"Sono sorpreso ed arrabbiato: le dichiarazioni della Commissione Straordinaria di Casal di Principe con l’eco che hanno avuto sui media , relativa alla questione dei contatori d’acqua, hanno il tono di una crociata contro una intera comunità dichiarata illegale e criminale. Eppure, con questa amministrazione , le decine di organizzazioni sociali del territorio avevano cercato e stavano portando avanti un rapporto di collaborazione, anche sui temi di cui ora la Dr. Riccio parla.

"I cittadini vogliono recuperare una normalità , e lo vogliono fare senza dimenticare i risvolti sociali ed economici che ciò comporta, e soprattutto vorrebbero che NESSUNO dimenticasse che queste terre sono state lasciate sotto una vera dittatura militare per oltre 30 anni , senza che lo “ Stato” si facesse sentire o vedere , ma anzi , a volte, sembrava più a fianco dei criminali che dei cittadini onesti. Qui si è portata avanti una resistenza al malaffare che ha avuto i suoi morti ammazzati , i suoi eroi , caduti in una guerra non conosciuta e ancora oggi non riconosciuta.

"I disastri sul terreno della legalità sono gli effetti di una classe politica voluta , selezionata, foraggiata dalla criminalità organizzata, ma che trovava anche appoggi e coperture in apparati dello Stato e in  uomini di Istituzioni alte del Paese, una classe politica che certamente non era espressione della libera scelta degli elettori e che non aveva interesse all’applicazione di norme e regole, ma anzi cresceva e si arricchiva lasciando la città in preda ad una diffusa illegalità.

"A proposito di acqua, la dr.ssa Riccio deve sapere che TUTTI pagavano il canone quando negli anni 50 e sessanta la condotta pubblica ha raggiunto le nostre strade, come veniva pagata la raccolta dei rifiuti, le tasse comunali ecc. ecc., così come per secoli avevano fatto, subendo angherie, i nostri antenati; ma la Camorra ( lo avete dimenticato?) conquistò questi luoghi oltre 30 anni fa, ed instaurò un suo sistema di potere che passava attraverso la destrutturazione di ogni sistema legale. Di questo sistema la nostra gente non ha goduto, ma ha sofferto, e ciononostante ha tentato di resistere.

"Oggi lo Stato ha cambiato pelle e comportamenti, oggi lo Stato con i suoi valenti Magistrati e sue forze dell’Ordine, ha avviato, finalmente, un processo di Liberazione del territorio; ora la gente, più libera, vorrebbe tornare ad una normalità fatta anche di legalità; ma oggi la gente deve fare i conti con le rovine lasciate da quella occupazione criminale, rovine del territorio ( i morti per tumori) , rovine nelle casse del Comune ( decine di milioni di debiti) , rovine negli assetti sociali( disoccupazione a livelli più alti del resto d’Italia) , e la gente sa che tocca a noi ricostruire, ma possibile che TUTTO il COSTO e tutte le pene tocchino sempre e solo a NOI??

"Dobbiamo morire di tumore, dobbiamo soffrire la disoccupazione, dobbiamo pagare con la distruzione delle nostre case, dobbiamo pagare i debiti lasciati da altri, dobbiamo pagare per la nostra stessa vita? Possibile che lo Stato che, finalmente ha deciso di liberarci dalla schiavitù della camorra, non capisce che abbiamo bisogno di aiuto per rientrare nella legalità, che oltre ai militari e ai poliziotti , sono necessari interventi più netti di ricostruzione ?? ABBIAMO BISOGNO DI AIUTO e non di continue condanne, di continue offese.

"Ma veramente pensiamo che facciamo un buon servizio alla legalità, facendola sentire ai cittadini come un peso insopportabile? E soprattutto NOI pretendiamo RISPETTO !!!! rispetto , per i morti lasciati sul campo , rispetto per le lotte effettuate per anni nel silenzio totale dell’opinione pubblica e dello Stato, rispetto per il dolore che ci portiamo dietro e sulle spalle ogni giorno. La dr. ssa Riccio ha commesso un errore , le sue dichiarazioni non possono avere che un effetto negativo su quella fase di dialogo che pure avevamo cercato e stavamo sperimentando."


E la risposta di Iorio.

"Caro Renato, dopo tanti anni di condivisione di lotte politiche e civili, devo dirti con sincerità che stavolta non comprendo né condivido la tua nota in merito allo scandalo dell’acqua a Casal di Principe. Perché di questo si tratta: di un vero scandalo perpetrato per decenni (come ti avevo già scritto in una nota riservata). A mia volta sono sorpreso della tua arrabbiatura nei confronti del Commissario Straordinario del comune, che per la prima volta in modo determinato si pone l’obiettivo di riportare alla normalità una
intera comunità.

"Mi sembra un atto dovuto, di giustizia e legalità. In quanto cittadini siamo tutti tenuti a pagare le tasse per l’uso di beni pubblici (come l’acqua, l’Enel, le tasse sui rifiuti, e quant’altro), anche gli abitanti di Casal di Principe, evitando eccessi nei costi con misure di equità. E’ mia opinione che se non si ripristinano questi sani principi – con diritti e doveri – di cittadinanza, diventa difficile qualsiasi lotta sana contro la cosiddetta “dittatura criminale”, come tu la definisci.

"I danni ed i disastri prodotti in questi decenni sono evidenti, li pagano soprattutto i cittadini più deboli in termini di salute ed emarginazione sociale. Su questo concordo pienamente con te, sapendo che bisogna mantenere una coerenza con i valori ed i principi sani su cui fondare una profonda azione di rinnovamento e di coesione sociale. Senza alcuna demagogia! Bisogna guardare ed educare le nuove generazioni, soprattutto per rompere vecchie logiche di appartenenza e di “familismo amorale” che tanti danni hanno prodotto al Mezzogiorno.

"Dobbiamo far leva sulle nostre risorse (materiali ed immateriali, sui nostri prodotti di eccellenza e sui nostri giovani talenti) per promuovere una azione di riscatto sociale e civico – come ci ricorda il presidente della Fondazione con il Sud Carlo Borgomeo nel suo ultimo libro “L’equivoco del Sud”"


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